Senato della Repubblica, Aula della Commissione Difesa
Incontro con Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del Parlamento Europeo
E' un piacere ed un onore accogliervi al Parlamento italiano assieme al Presidente Grasso. Ho già avuto occasione d'incontrare più volte alcuni di voi e sarà un piacere conoscere gli altri.
Il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'UE cade in un momento cruciale per l'Unione europea: perché i nostri cittadini hanno espresso chiaramente la loro delusione e la loro disaffezione nei confronti del progetto di integrazione europea. E' un segnale che dobbiamo recepire, che non possiamo e non dobbiamo ignorare. Questo segnale non scaturisce solo dai Paesi dove c'è una crisi economica ancora in corso, dove c'è un problema di disoccupazione. E' emerso anche nei Paesi con forte economie, dove l'occupazione non è un problema. Ma anche in quei Pesi i cittadini hanno mandato un segnale molto chiaro e hanno espresso il loro scontento.
Il Presidente Grasso lo diceva: ai nostri confini orientali sono tornati a soffiare i venti di guerra. Lo abbiamo visto anche a Vilnius, nell'incontro che abbiamo avuto recentemente coi Presidenti dei Parlamenti europei, quanta preoccupazione c'era. E lo vediamo ogni giorno sulle nostre coste italiane. Lo vediamo in Sicilia, da dove ritorno dopo una missione di due giorni: una Sicilia che sta ospitando migliaia di rifugiati, di richiedenti asilo. Persone che vengono da Paesi come la Siria, la Somalia, l'Eritrea, e che necessitano di protezione. Il Mediterraneo come via dell'asilo, dunque un Mediterraneo frontiera europea, in cui salvare vite umane in mare è un dovere di tutta l'Unione, se ancora crediamo in quei principi che sono stati per noi ispiratori di questo grande progetto.
Dobbiamo dunque saper dare delle risposte ai nostri cittadini: riguardano la crisi economica, la creazione di posti di lavoro. Ma anche le risposte alle crisi che ci circondano: ciò che accade vicino casa nostra ci riguarda in primissima persona. Dobbiamo dare le risposte sul futuro, sulla prospettiva che vogliamo dare ai nostri cittadini: perché loro hanno bisogni primari, e a quei bisogni noi dobbiamo riferirci.
Mi auguro allora che l'Italia possa dare un contributo a tutto questo, nel semestre che stiamo per avviare.
E la Camera dei Deputati farà la sua parte, come la farà il Senato. Noi organizzeremo delle conferenze: una sulla governance economica e finanziaria e quella dei Presidenti dei Parlamenti. Poi avremo altre due conferenze tematiche: una sui diritti fondamenti, l'altra su occupazione, innovazione e ricerca. Ospiteremo inoltre importanti eventi co-organizzati con il Consiglio d'Europa - ad es. sulla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne, che abbiamo votato in questo Parlamento come primo atto - così come altri in coordinamento con l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali.
Ma coglieremo anche questa occasione per rilanciare il dibattito su un tema che qui in Italia, ma anche in altri Paesi, sta diventando centrale a livello internazionale: è quello dei diritti in rete. L'ipotesi è di produrre un regolamento sulla protezione dei dati personali, perché questa è una delle questioni più scottanti. E io mi auguro che il nostro Semestre sappia portare a conclusione quel regolamento che è stato approvato dal Parlamento e che deve essere finalmente varato.
Di questo cerchiamo di occuparci, rilanciando il dibattito, ma senza abbassare l'attenzione sui modelli economici che dovremo perseguire nei prossimi anni.
Incontro con Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del Parlamento Europeo
E' un piacere ed un onore accogliervi al Parlamento italiano assieme al Presidente Grasso. Ho già avuto occasione d'incontrare più volte alcuni di voi e sarà un piacere conoscere gli altri.
Il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'UE cade in un momento cruciale per l'Unione europea: perché i nostri cittadini hanno espresso chiaramente la loro delusione e la loro disaffezione nei confronti del progetto di integrazione europea. E' un segnale che dobbiamo recepire, che non possiamo e non dobbiamo ignorare. Questo segnale non scaturisce solo dai Paesi dove c'è una crisi economica ancora in corso, dove c'è un problema di disoccupazione. E' emerso anche nei Paesi con forte economie, dove l'occupazione non è un problema. Ma anche in quei Pesi i cittadini hanno mandato un segnale molto chiaro e hanno espresso il loro scontento.
Il Presidente Grasso lo diceva: ai nostri confini orientali sono tornati a soffiare i venti di guerra. Lo abbiamo visto anche a Vilnius, nell'incontro che abbiamo avuto recentemente coi Presidenti dei Parlamenti europei, quanta preoccupazione c'era. E lo vediamo ogni giorno sulle nostre coste italiane. Lo vediamo in Sicilia, da dove ritorno dopo una missione di due giorni: una Sicilia che sta ospitando migliaia di rifugiati, di richiedenti asilo. Persone che vengono da Paesi come la Siria, la Somalia, l'Eritrea, e che necessitano di protezione. Il Mediterraneo come via dell'asilo, dunque un Mediterraneo frontiera europea, in cui salvare vite umane in mare è un dovere di tutta l'Unione, se ancora crediamo in quei principi che sono stati per noi ispiratori di questo grande progetto.
Dobbiamo dunque saper dare delle risposte ai nostri cittadini: riguardano la crisi economica, la creazione di posti di lavoro. Ma anche le risposte alle crisi che ci circondano: ciò che accade vicino casa nostra ci riguarda in primissima persona. Dobbiamo dare le risposte sul futuro, sulla prospettiva che vogliamo dare ai nostri cittadini: perché loro hanno bisogni primari, e a quei bisogni noi dobbiamo riferirci.
Mi auguro allora che l'Italia possa dare un contributo a tutto questo, nel semestre che stiamo per avviare.
E la Camera dei Deputati farà la sua parte, come la farà il Senato. Noi organizzeremo delle conferenze: una sulla governance economica e finanziaria e quella dei Presidenti dei Parlamenti. Poi avremo altre due conferenze tematiche: una sui diritti fondamenti, l'altra su occupazione, innovazione e ricerca. Ospiteremo inoltre importanti eventi co-organizzati con il Consiglio d'Europa - ad es. sulla Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne, che abbiamo votato in questo Parlamento come primo atto - così come altri in coordinamento con l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali.
Ma coglieremo anche questa occasione per rilanciare il dibattito su un tema che qui in Italia, ma anche in altri Paesi, sta diventando centrale a livello internazionale: è quello dei diritti in rete. L'ipotesi è di produrre un regolamento sulla protezione dei dati personali, perché questa è una delle questioni più scottanti. E io mi auguro che il nostro Semestre sappia portare a conclusione quel regolamento che è stato approvato dal Parlamento e che deve essere finalmente varato.
Di questo cerchiamo di occuparci, rilanciando il dibattito, ma senza abbassare l'attenzione sui modelli economici che dovremo perseguire nei prossimi anni.
Vi ringrazio.