12/04/2015
Montecitorio, Sala della Regina

Incontro nazionale con gli Scout della AGESCI nell'ambito dell'iniziativa 'Montecitorio a porte aperte'

Buongiorno a tutte e a tutti,

sono molto felice che siate qui, oggi, in così tanti. E vi ringrazio per avere accolto il mio invito a presentare alla Camera dei deputati la 'Carta del coraggio'.

Lasciatemi dire che la vostra azione, la vostra capacità di guardare al futuro con l'ottimismo della convinzione di chi si impegna, è qualcosa che per noi è di grande importanza. Sono boccate di ossigeno. Se ci sono in questo Paese giovani come voi, significa che il Paese ce la farà, perché rappresentate una generazione che si mette al servizio della consapevolezza, che vuole capire in che società vive, e ha anche l'ambizione di migliorarla.

Noi siamo qui, oggi, perché io avevo fatto una promessa a San Rossore, e vi avevo invitato a venire a Montecitorio. Mi dispiace se è passato del tempo, avrei voluto farlo prima, ma qui siamo stati impegnati con l'elezione del Presidente della Repubblica, le riforme costituzionali, la legge elettorale, e tanti appuntamenti importanti.

E poi devo dire che aver ritardato un poco ci ha consentito anche di incontrarci in un momento in cui voi avete dato seguito a quegli impegni. Voi li avevate enunciati, e avete avuto modo di dar loro seguito. Voi avete fatto delle richieste. Agnese, poco fa, ha fatto una lista ben precisa: i servizi essenziali per le città, la consulta locale dei giovani, la Giornata nazionale del Servizio, l'impegno sull'immigrazione, l'impegno sull'ambiente.

Io, che sono abituata a mantenere le promesse, qui posso impegnarmi con voi in alcuni ambiti, perché i patti vanno rispettati. Posso impegnarmi a facilitare, a fare da tramite, e sollecitare, attraverso l'ANCI, per quanto riguarda l'impegno nei Comuni, e attraverso il Ministero dell'Istruzione, per alcune altre richieste. Mi impegno a sollecitare, a scrivere, a tenervi informati.

Sollevate anche altre due questioni: la legge sulla cittadinanza e la Giornata nazionale del Servizio. Questi due ambiti sono legislativi. L'altro giorno sono andata in una trasmissione televisiva con un gruppo di ragazzi. La cosa che più mi ha fatto male è che una di loro mi ha detto: 'Presidente, noi l'abbiamo seguita nella sua attività precedente, quando Lei lavorava per i rifugiati, si occupava di inclusione sociale, di fare le campagne contro il razzismo, e ci siamo detti che ora che Lei era Presidente della Camera sicuramente verrà approvata la legge sulla cittadinanza. E invece no, quella legge non c'è. E Lei che cosa fa?'.

Mi sono sentita colpita nel modo più profondo. La legge ancora non c'è, è vero, e voi la chiedete. Sarà per me un altro motivo per cercare di portare i Gruppi parlamentari, i partiti, verso questo impegno, perché, come sapete, la Presidente della Camera non può fare delle proposte di legge, ma in questo caso le proposte di legge ci sono già, e sono tante.

Quello che la presdienza può fare è 'moral suasion' verso i Gruppi e i partiti affinché questo entri tra le priorità, e io mi impegno con voi in questo senso, perché capite bene che per me è l'impegno di una vita, che sarebbe penoso se questa Legislatura finisse senza una legge sulla cittadinanza. Sarebbe una sconfitta. Agirò in questo senso, così come per la Giornata nazionale del Servizio, perché anche lì ci vuole una legge. Ci sono dei parlamentari, qui, oggi: su questo noi dovremo unire le forze, perché chiaramente sarà importante sottoporre all'attenzione di Gruppi una proposta di legge.

Oggi noi siamo qui nell'ambito di 'Montecitorio a porte aperte'. Che vuol dire? E' un'iniziativa che ha come scopo proprio quello di avvicinare le Istituzioni ai cittadini. Agnese mi ha detto: 'Siamo agitati, perché questo non è il nostro ambiente'. Agnese, anche questo è il vostro ambiente, perché questo palazzo è di tutti: è, sì, dei deputati, di chi lavora qui, dei funzionari e dei dipendenti della Camera, ma è anche dei cittadini italiani. Quindi, vi prego, sentitevi a vostro agio. Voi avete titolo e diritto di sentirvi a casa vostra, se vogliamo fare di questo palazzo la casa della buona politica. Perché voi state facendo politica, anzi, buona politica. La politica della partecipazione, del servizio. Cosa dovrebbe essere la politica se non questo? E la 'Carta del Coraggio' è uno stimolo formidabile per la politica, perché voi mettete in atto un'agenda di priorità, che sono quelle della gente, della società. E dite alla politica di essere meno autoreferenziale, di occuparsi di meno di alleanze, di accordi interni, di correnti, e di occuparsi di più delle priorità delle persone, perché solo così la politica tornerà ad essere rispettata.

So bene che non fate questo errore, ma c'è chi lo fa: non siamo tutti uguali. E noi abbiamo il dovere di fare i dovuti distinguo. Si può cambiare: voi state stimolando la politica a cambiare. Dei cambiamenti sono già in atto. E penso che sia giusto che tutti lo sappiano, perché se non si sa, la gente non è messa in condizione di capire il cambiamento che stiamo cercando di fare, e quindi permane il pessimismo, il senso di sopraffazione, la sfiducia totale. E un Paese che non ha fiducia nelle proprie Istituzioni è un Paese che non rialzerà la testa. Ma perché la gente torni ad avere fiducia le Istituzioni devono essere degne, rispettabili.

Lasciatemi dire che in questa Legislatura noi stiamo facendo uno sforzo in questo senso. Qui alla Camera stiamo portando avanti tanti cambiamenti, ma sono sicura che voi non li conoscete, e non perché voi non siate informati, ma perché non arriva: le buone notizie sono destinate a non circolare, a morire nel momento stesso in cui nascono. E invece qui dentro qualcosa si muove. Abbiamo fatto nostra un'agenda di sobrietà: abbiamo tagliato 138 milioni di euro di spese e continueremo a tagliare anche nel bilancio di quest'anno. Abbiamo fatto un'azione che non ha precedenti, cioè riformato le retribuzioni dei dipendenti della Camera, tagliando il maturato, anche fino al 30%. Io stessa mi sono tagliata lo stipendio (non l'indennità) del 30%. Tutto questo vuol dire qualcosa: c'è uno sforzo in corso.

Abbiamo aperto la Camera ai cittadini anche attraverso i social media. Per la prima volta nella storia della Repubblica questa Camera può essere accessibile a tutti attraverso i social media: abbiamo aperto il profilo Twitter, siamo su YouTube, su Flickr, presto apriremo la pagina Facebook. Se i cittadini usano questi strumenti, anche le Istituzioni devono usarli, per essere accessibili.

Dobbiamo fare un lavoro insieme. Voi date alla politica la centralità del vostro operato. La politica deve saper recepire questo vostro messaggio. Qui noi ci stiamo adoperando proprio per andare incontro a questa esigenza.

Settanta anni fa il nostro Paese venne liberato dal nazi-fascismo. Questo Parlamento, settanta anni fa, tornò a sperare di essere libero. Qui dentro, durante il fascismo, c'erano i rappresentanti del Gran Consiglio del Fascismo, non erano i rappresentanti del popolo: il popolo non poteva eleggere i propri rappresentanti. In occasione dei settanta anni della Liberazione, in questo palazzo abbiamo voluto invitare quegli uomini e quelle donne che hanno dedicato gli anni della loro vita, il loro slancio - a volte rinunciando a tante cose, a volte essendo uccisi - a questo, cioè a darci un Paese libero. Verranno qui, fra pochi giorni, in una cerimonia solenne, alla presenza del Capo dello Stato, con il Presidente del Senato, i senatori e i deputati. E quei partigiani e quelle partigiane siederanno in mezzo a noi, e noi renderemo loro omaggio e onore, perché è grazie a loro che noi siamo un Paese libero.

Ho lavorato 25 anni nell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, prima di accettare questa sfida. Ho lavorato in tanti Paesi in cui non c'è democrazia, e proprio per questo sono una sostenitrice dell'Istituzione parlamentare. Non perché svolgo oggi questo ruolo - che mi onora - di Presidente della Camera, ma perché so che cosa vuol dire vivere in un Paese senza democrazia: non poter esprimere il proprio dissenso, le proprie idee, non poter praticare la propria religione. E' per questo che mi metto al servizio dell'Istituzione Camera, perché va tutelata. Certo, tutto è migliorabile, ma questa Istituzione è per noi la manifestazione più alta di democrazia.

Questa vuol essere sempre di più una casa aperta a tutti, alle buone idee, ai nuovi pensieri, al confronto. Vogliamo fare di Montecitorio un luogo del confronto, dove nessuno viene lasciato solo, nessuno viene lasciato indietro.

A me dispiace quando la nostra Camera dà manifestazione di incapacità di confronto civile, e si arriva magari a scontri, a insulti. Quello allontana i cittadini. Però Montecitorio è molto altro. A volte vedete l'Aula che non è frequentata. Non vuol dire che i deputati sono fannulloni: vi prego di considerare che esistono 14 Commissioni permanenti, dove i deputati lavorano. Esistono le Commissioni bicamerali d'inchiesta, i Comitati di Presidenza, le Giunte. Non accettate l'idea che tutto quello che è politica istituzionale sia qualcosa da rimandare a casa: non siamo tutti uguali. Chi vuole distruggere e riportare tutto all'anno zero non vuole fare l'interesse del nostro Paese.

Mi piace pensare che noi, oggi, siamo qui per dare seguito al vostro impegno civile. Penso che voi dobbiate essere molto vigili e anche molto esigenti con i politici, con quelli che vi rappresentano, perché non si possono fare più sconti. Per troppo tempo i cittadini hanno accettato di far finta di niente: 'tu raccomandi mio figlio, io con te chiudo un occhio'. E' stato un patto scellerato, che ha portato tanti danni al Paese, e ha minato la democrazia stessa. Dobbiamo essere tutti molto esigenti nei confronti della politica, essere cittadini ogni giorno, come fate voi - perché non basta andare a votare una volta ogni cinque anni per essere buoni cittadini - esercitare una cittadinanza attiva, come fate voi. Fatelo sempre di più, fatelo con rigore, e aspettatevi una risposta rispetto alle vostre sollecitazioni.

Io vi ringrazio per la 'Carta del Coraggio', perché ci vuole coraggio per impegnarsi oggi, così come ci vuole coraggio per difendere le Istituzioni. So bene che sarebbe per me facilissimo andare in giro e denigrare la Camera e le Istituzioni, avrei un consenso enorme. Ma sarebbe falso, intanto perché la Camera ha dentro di sé tante eccellenze. E poi perché sarebbe scriteriato e irresponsabile. Rifiuto questo modo di fare politica; rifiuto gli insulti, le volgarità, perché penso di avere degli argomenti, come li avete voi. In questo senso dico che dobbiamo essere tutti consapevoli che ci vuole coraggio. Attraverso azioni di coraggio le cose possono cambiare: non dobbiamo indietreggiare di un centimetro rispetto alle intimidazioni. Non dobbiamo accettare il fatto che se siamo zitti è più facile, o cedere alla paura. Dobbiamo andare avanti con coraggio, assumendoci le nostre responsabilità, e stando sempre dalla parte dei più deboli, perché la democrazia si vede da questo. Una democrazia è tanto più sana, quanto più riesce a non lasciare nessuno indietro.

Vi ringrazio per il vostro contributo.