04/11/2016
Castelfranco Veneto

Allocuzione della Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini in occasione dei funerali di Tina Anselmi

Una madre della nostra Repubblica. Questo è stata Tina Anselmi.

E' stata la dimostrazione che la democrazia vinse contro il fascismo e si consolidò nel corso degli anni anche grazie al contributo di tante donne che si sono spese con impegno, dentro e fuori le istituzioni, per affermare la libertà e i diritti di tutti.

Era ancora una ragazza quando, con il nome di battaglia "Gabriella" scelse la lotta partigiana, e gli ideali della Resistenza l'hanno accompagnata e guidata per tutta la sua vita.

Le sue battaglie le ha condotte sempre per difendere la Repubblica e lo Stato democratico nato dalla lotta di Liberazione, anche quella che svolse, come Presidente della Commissione d'inchiesta sulla P2, contro le infiltrazioni dei poteri occulti nelle istituzioni. Un incarico che le venne conferito da un'altra donna importante della storia repubblicana, l'allora Presidente della Camera Nilde Iotti.

Dallo scorso luglio a Palazzo Montecitorio c'è una Sala delle donne, con foto di quante hanno contribuito alla politica democratica nel nostro Paese. Abbiamo voluto che ci fossero due foto di Tina Anselmi, una mentre siede al suo banco di deputata e discute con altri colleghi, l'altra mentre giura di fronte al Presidente della Repubblica Giovanni Leone, il 30 Luglio del 1976, come prima donna Ministra, al Lavoro e alla Previdenza sociale.

Quando abbiamo inaugurato la Sala delle donne c'erano anche le sorelle di Tina Anselmi, mi ha fatto molto piacere conoscerle e oggi le abbraccio insieme a tutta la sua bella famiglia, nipoti e anche pronipoti.

Sembra strano, ma la Repubblica italiana per trent'anni ha avuto governi formati da soli uomini. 36 Governi e 836 ministri. Tutti uomini. Tina Anselmi ha rotto il soffitto di cristallo che impediva alle donne di raggiungere alte cariche politiche e istituzionali. E, ci tengo a dirlo, lo ha fatto per tutte noi. Questa foto qui - nella quale Tina Anselmi giura come Ministra, che ho fatto vedere alla famiglia e che lascerò nel libro delle firme - è il simbolo non solo del riconoscimento del suo valore, ma anche dell'avanzamento di tutte noi donne italiane. Questa foto è uno spartiacque.

All'emancipazione e alla liberazione della donna Tina Anselmi ha dedicato tutta la sua vita, fin da quando, giovanissima, si batteva per i diritti delle operaie tessili e delle maestre della sua terra. E poi, da deputata della Democrazia cristiana, per molti anni, contribuendo alla riforma del diritto di famiglia e da Ministra promuovendo l'approvazione della legge sulla parità di trattamento di uomini e donne in materia di lavoro.

Una legge che vietò - cito il testo - "qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale", che riconobbe alla lavoratrice il diritto alla stessa retribuzione del lavoratore per prestazioni uguali o di pari valore, che vietò qualsiasi discriminazione fra uomini e donne per quanto riguarda l'attribuzione delle qualifiche, delle mansioni e la progressione nella carriera, che rafforzò le tutele della madre lavoratrice riconoscendo al tempo stesso il congedo di paternità.

Dopo aver guidato il dicastero del Lavoro fu Ministra della Sanità e promosse una delle leggi più importanti della nostra storia recente, di quelle leggi che segnano, anche qui, uno spartiacque: mi riferisco all'istituzione del Servizio sanitario nazionale, pubblico, universale, solidale.

Sanità pubblica, lavoro, parità di genere. Il welfare italiano porta impresso il segno del suo impegno straordinario e lungimirante.

Nel 1989 Tina Anselmi presiedette anche la Commissione Nazionale per le Pari Opportunità.

Le donne italiane devono molto a lei e ho avuto tante testimonianze, in questi giorni, di dispiacere per la sua scomparsa - le deputate che sono qui, e anche quelle che non ci sono - e di gratitudine nei suoi confronti.

Vorrei per questo concludere ricordando quel che ha detto in un recente documentario intitolato, significativamente 'Tina Anselmi, la grazia della normalità": "Dico alle mie nipoti: attente, fate la guardia. Perché le conquiste non sono mai definitive [….]. Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica di inclusione, di rispetto delle diversità, di pace".

Per questo, anche per questo, siamo grati a Tina Anselmi e Le rivolgo un estremo, commosso saluto a nome mio e dell'intera Camera dei deputati.